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	<title>Informatica etica &#187; Microsoft</title>
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		<title>Luca usa OpenOffice e se ne vanta!</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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		<description><![CDATA[Luca Menini, membro della Italian Linux Society e sostenitore del software libero, risponde così alle recenti critiche di Fabrizio Albergati di Microsoft Italia secondo il quale, rispetto a Microsoft Office, &#8220;OpenOffice non è buono nemmeno per hobby&#8221;: &#8220;Un venditore non trae mai vantaggio dal classificare un potenziale acquirente un pezzente perché non acquista i sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.linkedin.com/in/lucamenini">Luca Menini</a>, membro della Italian Linux Society e sostenitore del software libero, risponde così alle recenti <a href="http://www.pcworld.it/focus/120491/2010-06-15/Office-2010-per-Microsoft-la-concorrenza-e-rimasta-indietro.html">critiche di Fabrizio Albergati di Microsoft Italia</a> secondo il quale, rispetto a Microsoft Office, &#8220;OpenOffice non è buono nemmeno per hobby&#8221;: <em>&#8220;Un venditore non trae mai vantaggio dal classificare un potenziale acquirente un pezzente perché non acquista i sui prodotti. O almeno con me non funziona&#8230; Da quando la competizione dei prodotti è determinata dal valore definito dal&#8230; <strong>venditore</strong>?&#8221;</em></p>
<p>Leggi  la risposta completa di Luca sul <a href="http://lucamenini.wordpress.com/2010/06/20/si-uso-openoffice-e-me-ne-vanto/">suo blog</a>.</p>
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		<title>L&#039;Italia produce (sempre meno) software libero, ma poi non lo usa</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 06:39:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo su un recente servizio di Wired (vedi link in fondo) che: &#8220;Gli italiani sono fra i più attivi sviluppatori di software libero (all&#8217;11mo posto nel mondo), ma le nostre aziende ignorano questa risorsa&#8221; &#8220;al lavoro gli italiani fra i 18 e i 27 anni sentano l&#8217;esigenza di installare tecnologia non standard&#8221; e non posso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo su un recente servizio di Wired (vedi link in fondo) che:</p>
<ul>
<li>&#8220;Gli italiani sono fra i più attivi sviluppatori di software libero (all&#8217;11mo posto nel mondo), ma le nostre aziende ignorano questa risorsa&#8221;</li>
<li>&#8220;al lavoro gli italiani fra i 18 e i 27 anni sentano l&#8217;esigenza di installare tecnologia <em>non standard&#8221;</em></li>
</ul>
<p>e non posso non condividere con i lettori due spunti di riflessione. Uno è che l&#8217;Italia è <strong>sempre</strong> stata ai primi posti in questo campo: in una mia presentazione del 2004 dicevo che secondo il sondaggio &#8220;Free/Libre and Open Source Software Survey and Study&#8221; della Berlecon Research di Berlino, quell&#8217;anno la classifica degli Sviluppatori Open Source era come segue:</p>
<ol>
<li>Francia            16,4%</li>
<li>Germania        12,4</li>
<li>USA            10,3%</li>
<li>ITALIA          7,8%</li>
</ol>
<p>Quindi se c&#8217;è una notizia è casomai il fatto (assumendo che i due sondaggi siano comparabili, ovviamente!) che in 6 anni <em>siamo scesi dal 4 all&#8217;11 posto</em>. Perché?</p>
<p>Quanto alla seconda affermazione, &#8220;i giovani italiani sentono l&#8217;esigenza di installare tecnologia <em>non standard&#8221;<em>, </em></em>invito solo a ricordare che c&#8217;è una differenza enorme fra &#8220;standard come quelli di Microsoft, cioè formati segreti di proprietà esclusiva di una sola azienda, che finora è riuscita a farli passare come standard a causa della generale ignoranza in materia informatica, anche e soprattutto fra i legislatori&#8221; (1) e &#8220;standard realmente aperti, utilizzabili con qualsiasi tecnologia informatica, libera o proprietaria&#8221;, cioè gli unici che vale la pena di usare, soprattutto nelle nostre Pubbliche Amministrazioni. Promuovere tali standard e magari, come <a href="http://informaticaetica.com/la-rottamazione-del-software-serve-solo-se-aiuta-i-programmatori-italiani/">dicevamo poche settimane fa</a>, incentivare la rottamazione di software proprietario ma solo a favore di quello libero, sarebbe una mossa eccellente per favorire l&#8217;occupazione in questo settore con tecnologie sostenibili. Perchè non viene fatto?</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo completo di Wired sull&#8217;<a href="http://www.wired.it/news/archivio/2010-05/07/open-source,-la-risorsa-che-l%27italia-sciupa.aspx">Open Source, risorsa ignorata in Italia</a></p>
<p>(1) lo sapevate che, secondo gli organi competenti dello stesso Stato Italiano, <a href="http://stop.zona-m.net/it/node/96">i formati di Microsoft Office non sono standard</a>?</p>
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