<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Informatica etica &#187; economia</title>
	<atom:link href="http://informaticaetica.com/tag/economia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://informaticaetica.com</link>
	<description>software e cultura libera</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Jan 2012 19:29:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
		<item>
		<title>Appello per una Puglia libera dal software proprietario</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/12/01/appello-per-una-puglia-libera-dal-software-proprietario/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/12/01/appello-per-una-puglia-libera-dal-software-proprietario/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 17:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[pluralismo informatico]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=518</guid>
		<description><![CDATA[(nota per i lettori: per i dettagli sulla storia a cui fa riferimento questo comunicato potete leggere gli articoli su Vendola su quest&#8217;altro sito) Riceviamo e volentieri pubblichiamo: Caro Presidente, caro Nichi, siamo programmatori, sostenitori, e semplici utenti del Software Libero, di GNU/Linux, di Firefox, di OpenOffice.org, di Wikipedia; insomma, di tutto quell’universo che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>(nota per i lettori: per i dettagli sulla storia a cui fa riferimento questo comunicato potete leggere <a href="http://stop.zona-m.net/it/tag/vendola/" target="_blank">gli articoli su Vendola su quest&#8217;altro sito</a>)</em></p>
<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo:</p>
<p>Caro Presidente, caro Nichi,</p>
<p>siamo programmatori, sostenitori, e semplici utenti del Software Libero,<br />
di GNU/Linux, di Firefox, di OpenOffice.org, di Wikipedia; insomma, di<br />
tutto quell’universo che si muove intorno alla condivisione del sapere e<br />
alla libertà di poterne usufruire come bene comune e patrimonio<br />
collettivo dell’Umanità. Tra noi ci sono persone che fanno impresa con<br />
il Software Libero, contribuendo così alla crescita economica del nostro<br />
Paese. Altri lavorano con il Software Libero nei più svariati settori,<br />
godendo dei suoi benefici.</p>
<p>Sappiamo che questi temi ti sono familiari. Sappiamo anche che la<br />
Regione Puglia ha in programma un disegno di legge per l’adozione di<br />
Software Libero nella Pubblica Amministrazione. Abbiamo salutato<br />
positivamente, nel tuo programma elettorale, l’attenzione a questo tema.</p>
<p>Per tutti questi motivi siamo rimasti stupiti del Protocollo d’Intesa da<br />
te siglato con Microsoft, il principale produttore di software<br />
proprietario del mondo.</p>
<p>Non c’è in noi alcun pregiudizio verso quell’azienda o altre. C’è invece<br />
la consapevolezza che la lunga storia e i recenti comportamenti di<br />
Microsoft – come, ad esempio, l’uso pretestuoso dei brevetti come<br />
minaccia per ostacolare lo sviluppo e l’adozione di Software Libero –<br />
sono in aperto contrasto con la filosofia e la pratica di apertura,<br />
libertà e condivisione che caratterizza il Software Libero. Non siamo<br />
contro una specifica impresa, siamo contro il software proprietario,<br />
contro la soggezione tecnologica che esso impone al Paese.</p>
<p>Come affermato anche in sede di Unione Europea e confermato da recenti<br />
pronunciamenti della Consulta, neutralità tecnologica non può<br />
significare “equidistanza” tra software libero e software proprietario,<br />
ma deve significare invece libertà di sviluppare tecnologie aperte e<br />
interoperabili senza dover chiedere permessi, senza dover firmare<br />
contratti di non-divulgazione, senza dover essere sotto la spada di<br />
Damocle di una causa per violazione di brevetto, senza dover sottostare<br />
all’uso di una determinata piattaforma, senza dover essere limitati<br />
nell’applicazione delle tecnologie a certi mercati o certi tipi di<br />
dispositivi. In poche parole, senza dover sottostare al modello che i<br />
produttori di software proprietario (in questo Microsoft è in prima<br />
linea) propongono da sempre. Un modello fatto di uso distorto dei<br />
brevetti come strumenti per rafforzare la propria egemonia nel mercato,<br />
anziché come strumenti di innovazione. Un modello che ricorre a formati<br />
chiusi e protocolli proprietari per vincolare a sé gli utenti ed i loro<br />
dati. Un modello animato da pratiche concorrenziali scorrette,<br />
frequentemente oggetto di multe milionarie inflitte dalle autorità<br />
antitrust dell’Unione Europea.</p>
<p>Software Libero, invece, significa esattamente l’opposto. Significa cioè<br />
la possibilità per le imprese, la Pubblica Amministrazione, il mondo<br />
della formazione, le famiglie, i singoli cittadini, di non avere porte<br />
chiuse, stanze segrete, lucchetti che troppo spesso cancellano la<br />
libertà di conoscere e interagire. Software Libero significa anche<br />
condivisione, messa in comune di saperi ed esperienze. Significa<br />
creazione di opportunità di lavoro. Significa indipendenza – per il<br />
pubblico come per il privato – dal singolo fornitore, ma soprattutto<br />
autonomia nel determinare i propri strumenti informatici e non<br />
solo. Autonomia nel senso più autentico: capacità di decidere di se<br />
stessi.</p>
<p>Questo è fondamentale per la Pubblica Amministrazione, che deve<br />
garantire a se stessa e ai cittadini che i dati siano elaborati con<br />
software controllabili, per poter assicurare la trasparenza, e<br />
conservati in formati liberi e documentati, per non ritrovarsi nella<br />
dipendenza da un software o da un singolo produttore.</p>
<p>Siamo preoccupati quindi delle ricadute che questa scelta della Regione<br />
Puglia può avere sia sull’Amministrazione Pubblica che sul tessuto<br />
produttivo. Promuovere il software proprietario, le soluzioni<br />
informatiche di Microsoft in questo caso, significa infatti mettere una<br />
seria ipoteca sulla autonomia e sulla libertà della P.A., dei cittadini<br />
e delle imprese, non solo per l’oggi ma per il futuro, perché sappiamo<br />
bene di fronte a quali difficoltà e costi è posto chi voglia finalmente<br />
fare la scelta del Software Libero dopo anni di utilizzo del software<br />
proprietario.</p>
<p>Sappiamo quanto insegnare solo o prevalentemente l’uso del software<br />
proprietario nelle scuole e nei corsi di formazione professionale<br />
contribuisca a perpetuare il monopolio e deprima la piena<br />
autodeterminazione di organizzazioni e singoli. Sappiamo come il<br />
“software segreto” tolga agli studenti – soprattutto quelli di materie<br />
legate all’informatica – la possibilità di soddisfare il proprio diritto<br />
alla conoscenza, essendo impenetrabile allo studio e alla<br />
modifica. Sappiamo, soprattutto, quanto questo insegni a tutti costoro<br />
ad essere consumatori passivi, sudditi di tecnologie che non possono<br />
conoscere e manipolare. La scuola deve invece formare cittadini<br />
consapevoli, anche nell’ambito delle tecnologie.</p>
<p>Abbiamo letto con attenzione il testo del Protocollo e le tue<br />
repliche. Pur avendo apprezzato la decisione di rispondere prontamente e<br />
personalmente, non possiamo che mantenere le nostre preoccupazioni,<br />
poiché resta incomprensibile la scelta di Microsoft quale partner per la<br />
promozione dell’innovazione e dell’eccellenza, in un quadro dove invece<br />
potrebbero esserci partner in linea con quanto abbiamo sinora esposto.</p>
<p>Ti chiediamo quindi di fare una scelta differente: invece di dare<br />
seguito al protocollo con Microsoft, riunisci le imprese locali,<br />
nazionali e multinazionali e i soggetti associativi che hanno scelto di<br />
promuovere prioritariamente il Software Libero. Progetta con questi<br />
soggetti la vera innovazione della Puglia, sulla base di un’idea diversa<br />
di sviluppo in cui il sapere sia condiviso e non costretto dentro<br />
scatole chiuse. Se vorranno, le imprese che sviluppano software<br />
proprietario potranno unirsi accettando di rilasciare i loro contributi<br />
sotto licenze libere, e garantendo l’utilizzo gratuito e senza vincoli<br />
dei brevetti eventualmente coinvolti. In questo modo, il contributo<br />
della Regione potrà davvero essere a favore del sapere pubblico e<br />
liberamente disponibile a chiunque per la crescita della Puglia, libera<br />
da vincoli tecnologici.</p>
<p>Insomma, caro Nichi, ti proponiamo una Puglia libera. Libera dal<br />
software proprietario, che la lingua spagnola definisce con adeguata e<br />
significativa espressione “software privativo”: quel software che ti<br />
priva della libertà di apprendere, di intraprendere, di condividere e<br />
lavorare insieme ad altri.</p>
<p>Il Software Libero non è solo prodotto da «un esercito di volenterosi<br />
supertecnici che lavorano di notte negli scantinati», ma da sempre gode<br />
del supporto di aziende, governi, enti di ricerca, università. Certamente però negli ultimi anni abbiamo assistito ad una<br />
straordinaria evoluzione. Anche grazie a quella idea che tu definisci<br />
&#8220;romantica&#8221; è sorta una grande rivoluzione tecnologica. Oggi sono tante<br />
le multinazionali che lavorano con il Software Libero. Sono numerosi gli<br />
enti pubblici e le istituzioni scientifiche che non solo usano, ma<br />
producono Software Libero. Sono tante le imprese italiane che hanno<br />
sposato questa innovazione e creano posti di lavoro e ricchezza nel<br />
nostro Paese. E’ a nome di questo variegato e pulsante mondo di aziende,<br />
ricercatori, programmatori, semplici appassionati che ti chiediamo di<br />
aderire convintamente al nostro progetto di libertà e di studiare<br />
insieme una exit strategy dal software proprietario.</p>
<p>Siamo pronti ad aiutarti con indicazioni concrete a realizzare questo<br />
obiettivo.</p>
<p>Con stima,</p>
<p>Guido Iodice &#8211; blogger, staff linuxqualityhelp.it<br />
Domenico De Santis &#8211; Resp. organizzazione PD Puglia<br />
Pietro Folena &#8211; Presentatore del Progetto di Legge per il Software Libero alla Camera dei Deputati nella XV Legislatura<br />
Fiorello Cortiana &#8211; Condividi la Conoscenza, presentatore del Progetto di Legge per il Software Libero al Senato nella XV Legislatura<br />
Flavia Marzano &#8211; Presidente UnaRete<br />
Dario Ginefra &#8211; Deputato PD<br />
Renzo Davoli &#8211; Presidente Associazione per il Software Libero<br />
Athos Gullazzi &#8211; Presidente Partito Pirata<br />
Alessandro Bottoni &#8211; Segretario Partito Pirata<br />
Roberto Tupone &#8211; Vice-presidente Associazione Linux Club Italia<br />
Lorenzo De Tomasi &#8211; Coordinatore Isotype.org<br />
Fabio Viola &#8211; Presidente SaLUG (GNU/Linux User Group Salento)<br />
Giuseppe Puopolo &#8211; Presidente Associazione Panharmonikon Orchestra<br />
Sara Bertoli, Fabrizio Parlingieri, Martina Della Valle &#8211; Staff LinuxQualityHelp.it<br />
Maurizio Graffio Mazzoneschi &#8211; Lynx<br />
Salvatore Agrosì &#8211; Arci/Biblioteca di Sarajevo, Maglie (LE)<br />
Fabbrica di Nichi Maglie<br />
Alessio Treglia &#8211; Debian e Ubuntu Developer<br />
Edoardo Batini &#8211; Linux System Administrator<br />
Giuseppe Guerrazio &#8211; Linux System Admnistrator<br />
Elisa Mariano &#8211; Centro studi CGIL PUGLIA<br />
Francesco Putignano &#8211; Ex Assessore Politiche Giovanili Comune di Santeramo in Colle<br />
Vito Danese &#8211; Informatico<br />
Donato Fiorentino &#8211; Laureando in Ingegneria Informatica, Bari<br />
Domenico Lofù &#8211; Laureando informatica, Bari</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/12/01/appello-per-una-puglia-libera-dal-software-proprietario/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Buon compleanno OpenOffice!</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/09/01/buon-compleanno-openoffice/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/09/01/buon-compleanno-openoffice/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 04:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[risorse gratuite]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[opendocument]]></category>
		<category><![CDATA[openoffice]]></category>
		<category><![CDATA[produttività]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=358</guid>
		<description><![CDATA[La Comunità Internazionale di OpenOffice.org festeggia il decimo anniversario con una conferenza internazionale a Budapest, dal 1mo al 3 settembre, che vedrà la partecipazione di oltre 100 relatori da ogni parte del mondo, che parleranno del futuro di OpenOffice.org e del formato OpenDocument. OpenOffice.org è stato creato nel 2000, e da allora è diventato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Comunità Internazionale di <a href="http://it.openoffice.org">OpenOffice.org</a> festeggia il decimo anniversario con una conferenza internazionale a Budapest, dal 1mo al 3 settembre, che vedrà la partecipazione di oltre 100 relatori da ogni parte del mondo, che parleranno del futuro di OpenOffice.org e del formato OpenDocument. <a href="http://it.openoffice.org">OpenOffice.org</a> è stato creato nel 2000, e da allora è diventato il concorrente più forte di Microsoft Office, con un numero sempre più ampio di utilizzatori pubblici, aziendali e privati. Dalla nascita del progetto, OpenOffice.org è stato scaricato più di 300 milioni di volte, di cui oltre 43 della sola versione 3.2 uscita nel 2010. Il software supporta tutti i principali sistemi operativi ed è disponibile in più di 90<br />
versioni linguistiche e dialettali, tanto che può essere utilizzato nella lingua madre da più del 95% della popolazione mondiale.</p>
<p>Per saperne di più, visita il <a href="http://www.plio.it">Progetto Linguistico Italiano di OpenOffice</a>, consulta la <a href="http://www.plio.it/guidaintroduttiva3">guida italiana a OpenOffice 3.0</a>, oppure <a href="http://it.openoffice.org/download/">scarica OpenOffice 3.2 in italiano</a> o le decine di <a href="http://extensions.services.openoffice.org">estensioni software</a> o di <a href="http://templates.services.openoffice.org/it">modelli OpenDocument in italiano</a> già pronti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/09/01/buon-compleanno-openoffice/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come risparmiare sui testi scolastici</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/08/31/come-risparmiare-sui-testi-scolastici/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/08/31/come-risparmiare-sui-testi-scolastici/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 04:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[risorse gratuite]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[libri di testo]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=326</guid>
		<description><![CDATA[Come si fa a spendere il meno possibile per i libri di testo dei nostri figli, dalle elementari all&#8217;Università? Ecco qualche consiglio e link a diverse interessanti iniziative sull&#8217;argomento. Ovviamente la lista che segue non è completa, ma siete tutti invitati ad aggiungere altre risorse nei commenti. Il modo più semplice per risparmiare è comprare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si fa a spendere il meno possibile per i libri di testo dei nostri figli, dalle elementari all&#8217;Università? Ecco qualche consiglio e link a diverse interessanti iniziative sull&#8217;argomento. Ovviamente la lista che segue non è completa, ma siete tutti invitati ad aggiungere altre risorse nei commenti.</p>
<p>Il modo più semplice per risparmiare è comprare libri usati. Internet facilita il compito con vari portali e servizi dedicati proprio a questo tipo di compravendita e scambi, da questo <a href="http://www.studenti.it/superiori/scuola/mercatini_librousato.php">elenco di mercatini di libri scolastici usati</a> a varie bacheche per annunci come <a href="http://www.libridea.it/">Libriidea</a>, <a href="http://www.testiusati.com/site/">Testi Usati.com</a> o <a href="http://www.comprovendolibri.it/diconodinoi.asp">Compro/Vendo libri</a>. Degna di nota anche l&#8217;iniziativa per i <a href="http://www.codacons.net/librigratis/">testi scolastici gratis</a> del Codacons.</p>
<p>Altri trucchi per risparmiare sui libri di testo includono : denunciare le scuole che sforano il tetto massimo di spesa per i testi scolastici al Ministero stesso, al Provveditorato agli studi o direttamente al Codacons, pretendere che le scuole facilitino il più possibile scambio e compravendita dei libri fra tutti i loro studenti e, almeno in alcune città, rivolgersi ai supermercati che offrono sconti sugli acquisti in blocco ma solo dopo aver provato l&#8217;usato! Altri dettagli e consigli utili sono disponibili in un <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/08/07/news/risparmi_libri_testo-6133152/">articolo di Repubblica</a>.</p>
<p>Chiudiamo segnalando il modo più interessante di risparmiare sui libri, consigliando tutti i genitori di parlarne con i propri insegnanti e presidi per valutarne la fattibilità nel proprio istituto a partire dall&#8217;anno prossimo: viva gli insegnanti che si mettono insieme per <strong>scrivere e distribuire libri di testo al minor costo possibile, cioè con licenze aperte</strong>! In Italia <a href="http://informaticaetica.com/i-testi-scolastici-costano-troppo-a-mantova-una-scuola-prova-a-produrli-in-proprio/">c&#8217;è già chi ci sta provando</a> (vedi anche questo <a href="http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/presentazione_del_manuale/un_manuale_di_matematica_con_licenza_creative_commons_200810313822/">testo di matematica</a>), ma esistono anche <a href="http://cnx.org/">portali internazionali</a> con migliaia di dispense di qualità che aspettano solo di essere tradotte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/08/31/come-risparmiare-sui-testi-scolastici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I testi scolastici costano troppo? A Mantova una scuola prova a produrli in proprio</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/08/30/i-testi-scolastici-costano-troppo-a-mantova-una-scuola-prova-a-produrli-in-proprio/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/08/30/i-testi-scolastici-costano-troppo-a-mantova-una-scuola-prova-a-produrli-in-proprio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 11:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[risorse gratuite]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[libri di testo]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=62</guid>
		<description><![CDATA[Come risparmiare sui testi scolastici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno le famiglie italiane devono spendere centinaia di Euro (per figlio&#8230;) in testi scolastici che appesantiscono gli zaini con chili di carta anche quando dei libri stessi servono solo pochi capitoli. I libri elettronici di cui si parla a livello ufficiale rischiano di far risparmiare molto meno di quanto sarebbe possibile. Fortunatamente c&#8217;è un&#8217;alternativa ai testi cartacei troppo costosi e ai tentativi delle grandi case editrici di mantenere i prezzi alti anche con i libri elettronici: lavorare insieme per produrre insieme libri di testo più economici e &#8220;verdi&#8221;. Una scuola di Mantova ha <a href="http://stop.zona-m.net/it/cittadini-attivi/i-testi-scolastici-costano-troppo-mantova-una-scuola-prova-produrli-proprio">iniziato a provarci</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/08/30/i-testi-scolastici-costano-troppo-a-mantova-una-scuola-prova-a-produrli-in-proprio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché il software libero piace alla Lega</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/08/05/perche-il-software-libero-piace-alla-lega/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/08/05/perche-il-software-libero-piace-alla-lega/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 06:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[opendocument]]></category>
		<category><![CDATA[openoffice]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=339</guid>
		<description><![CDATA[Scopro solo oggi una segnalazione della &#8220;battaglia per il software libero in Lombardia&#8221; lanciata a giugno 2010 dal consigliere regionale leghista Claudio Bottari. Il trafiletto del Corriere parla quasi esclusivamente del motivo forse meno importante, anche se indiscutibile, di questa battaglia (&#8220;passando da Windows a sistemi Open Source si risparmierebbero almeno due milioni di euro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scopro solo oggi una segnalazione della <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/giugno/17/Battaglia_della_Lega_per_software_co_7_100617024.shtml">&#8220;battaglia per il software libero in Lombardia&#8221;</a> lanciata a giugno 2010 dal consigliere regionale leghista <a href="http://www.claudiobottari.org">Claudio Bottari</a>. Il trafiletto del Corriere parla quasi esclusivamente del motivo forse meno importante, anche se indiscutibile, di questa battaglia (<em>&#8220;passando da Windows a sistemi Open Source si risparmierebbero almeno due milioni di euro in licenze software&#8221;</em>) ma aggiunge un&#8217;interessante, validissima interpretazione leghista di quanto la Free Software Foundation dice da ben prima della Lega: <em>&#8220;Windows è come lo stato centralista e noi vogliamo essere padroni a casa nostra&#8221;</em>.</p>
<p>Cercando tracce di quell&#8217;interpellanza sul sito di Bottari, si trova un&#8217;altra <a href="http://www.claudiobottari.org/TEMPL_docs_vis_public.asp?IDLivello1=133&amp;IDLivello2=541&amp;IDInfo=555">mozione da cui probabilmente deriva</a> e si scoprono due cose interessanti. Prima di tutto, il testo della mozione <em>sembra</em> disponibile <strong>soltanto</strong> (come dovrebbe essere!) nei formati PDF e <a href="http://www.opendocumentfellowship.com/files/OpenDocument_LinuxDay_Roma.pdf">OpenDocument</a>. Purtroppo il secondo link&#8230; non funziona.</p>
<p>Poi in quella <a href="http://www.claudiobottari.org/docs_file/Mozione_software_libero.pdf">mozione</a> si scopre come gli altri motivi per cui il software libero è importante nelle Pubbliche Amministrazioni siano tutti ben noti a Bottari, dall&#8217;<a href="http://stop.zona-m.net/it/node/96">importanza dei formati di file aperti</a> alla capacità di <a href="http://stop.zona-m.net/it/cittadini-attivi/che-cos-il-trashware-un-modo-risparmiare-non-inquinare-i-computer">ridurre l&#8217;inquinamento da trashware</a>. Forse manca soltanto la <a href="http://stop.zona-m.net/it/node/94">possibilità di ridurre burocrazia e inefficienze</a>, che dovrebbero comunque interessare alla Lega (o a qualunque altro partito, per non parlare del Governo centrale: no?).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/08/05/perche-il-software-libero-piace-alla-lega/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anche l&#039;Indonesia vuole OpenDocument</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/08/04/anche-lindonesia-vuole-opendocument/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/08/04/anche-lindonesia-vuole-opendocument/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 07:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[competitività]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[libero mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft Office]]></category>
		<category><![CDATA[opendocument]]></category>
		<category><![CDATA[openoffice]]></category>
		<category><![CDATA[pluralismo informatico]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=328</guid>
		<description><![CDATA[I formati dei file, soprattutto quelli cosidetti &#8220;da ufficio&#8221;, sono come alfabeti: tollerare l&#8217;uso di formati più o meno segreti o utilizzabili con tutti i programmi software solo con il permesso di chi li ha creati (che è esattamente quello che avviene con tutti i formati di Microsoft Office) è, soprattutto nelle Pubbliche Amministrazioni, fonte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I formati dei file, soprattutto quelli cosidetti &#8220;da ufficio&#8221;, sono come alfabeti: tollerare l&#8217;uso di formati più o meno segreti o utilizzabili con tutti i programmi software solo con il permesso di chi li ha creati (che è esattamente quello che avviene con tutti i formati di Microsoft Office) è, soprattutto nelle Pubbliche Amministrazioni, <a href="http://stop.zona-m.net/it/node/96">fonte di grandi sprechi e inefficienze</a>. Anche se spesso viene <a href="http://stop.zona-m.net/it/digimondo/domanda-microsoft-dove-sono-le-informazioni-su-opendocument">ignorato o attaccato in diverse maniere</a>, esiste un formato alternativo veramente aperto per i documenti da ufficio che può evitare quei problemi ed è già utilizzabile, chiamato <a href="http://www.opendocumentfellowship.com/files/OpenDocument_LinuxDay_Roma.pdf">OpenDocument</a>. Complimenti quindi all&#8217;Indonesia che, a quanto pare, avrebbe appena deciso di <a href="http://www.linuxtoday.com/news_story.php3?ltsn=2010-08-03-032-35-NW-DP-SD">convertire molti documenti pubblici importanti in formato OpenDocument</a> nei prossimi anni, affiancandosi ai numerosi paesi che, a diversi livelli, già riconoscono l&#8217;importanza strategica di <a href="http://opendocumentfellowship.com/government/precedent">OpenDocument</a>. A quando lo stesso passo avanti anche in Italia?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/08/04/anche-lindonesia-vuole-opendocument/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luca usa OpenOffice e se ne vanta!</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/07/10/luca-usa-openoffice-e-se-ne-vanta/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/07/10/luca-usa-openoffice-e-se-ne-vanta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[risorse gratuite]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[openoffice]]></category>
		<category><![CDATA[PMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=309</guid>
		<description><![CDATA[Luca Menini, membro della Italian Linux Society e sostenitore del software libero, risponde così alle recenti critiche di Fabrizio Albergati di Microsoft Italia secondo il quale, rispetto a Microsoft Office, &#8220;OpenOffice non è buono nemmeno per hobby&#8221;: &#8220;Un venditore non trae mai vantaggio dal classificare un potenziale acquirente un pezzente perché non acquista i sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.linkedin.com/in/lucamenini">Luca Menini</a>, membro della Italian Linux Society e sostenitore del software libero, risponde così alle recenti <a href="http://www.pcworld.it/focus/120491/2010-06-15/Office-2010-per-Microsoft-la-concorrenza-e-rimasta-indietro.html">critiche di Fabrizio Albergati di Microsoft Italia</a> secondo il quale, rispetto a Microsoft Office, &#8220;OpenOffice non è buono nemmeno per hobby&#8221;: <em>&#8220;Un venditore non trae mai vantaggio dal classificare un potenziale acquirente un pezzente perché non acquista i sui prodotti. O almeno con me non funziona&#8230; Da quando la competizione dei prodotti è determinata dal valore definito dal&#8230; <strong>venditore</strong>?&#8221;</em></p>
<p>Leggi  la risposta completa di Luca sul <a href="http://lucamenini.wordpress.com/2010/06/20/si-uso-openoffice-e-me-ne-vanto/">suo blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/07/10/luca-usa-openoffice-e-se-ne-vanta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Più Ubuntu per tutti&#8230; gli studenti piemontesi</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/06/27/piu-ubuntu-per-tutti-gli-studenti-piemontesi/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/06/27/piu-ubuntu-per-tutti-gli-studenti-piemontesi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 07:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[Consip]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=288</guid>
		<description><![CDATA[L’Ente per il Diritto allo Studio Universitario del Piemonte (Edisu) ha deciso che da settembre 2010 in tutti i computer delle proprie aule studio e residenze universitarie installerà Ubuntu, un sistema operativo aperto e gratuito che è stato creato per tutti, messo a disposizione di tutti ed è modificabile da tutti. Questa scelta garantirà in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<a href="http://www.edisu.piemonte.it/">Ente per il Diritto allo Studio Universitario del Piemonte</a> (Edisu) ha deciso che da settembre 2010 in tutti i computer delle proprie aule studio e residenze universitarie installerà <a href="http://www.ubuntu-it.org/">Ubuntu</a>, un sistema operativo aperto e gratuito che è stato creato per tutti, messo a disposizione di tutti ed è modificabile da tutti. Questa scelta garantirà in futuro la possibilità di risparmi evitando l’acquisto delle licenze Windows. La parte più importante di questa decisione potrebbero però essere le possibili ripercussioni a livello nazionale.</p>
<p>L’Edisu deve infatti passare per i propri acquisti tramite un consorzio nazionale denominato Consip, a cui ha deciso di &#8220;inviare esplicita richiesta per l’effettuazione di un bando concernente la fornitura di pc e altro hardware <strong>privo di sistema operativo preinstallato</strong>&#8220;.</p>
<p>Per saperne di più leggete l&#8217;<a href="http://www.digi.to.it/notizieDettaglio.asp?idNews=1077">annuncio completo su digi.to</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/06/27/piu-ubuntu-per-tutti-gli-studenti-piemontesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Esistono dati pubblici che non vengono resi &quot;di tutti&quot;?</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/06/06/esistono-dati-pubblici-che-non-vengono-resi-di-tutti/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/06/06/esistono-dati-pubblici-che-non-vengono-resi-di-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 06:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco costanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=255</guid>
		<description><![CDATA[Una ricerca della Scuola Superiore S.Anna di Pisa sta cercando di appurare se e quanto influiscano positivamente o negativamente sull&#8217;economia le pubblicazioni dei dati in possesso delle pubbliche amministrazioni in formati aperti e con la volontà di renderli realmente disponibili agli operatori privati. Come dice Marco Fioretti, curatore di questa parte della ricerca&#8230; Le moderne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una ricerca della <a title="http://www.lem.sssup.it/" href="http://www.lem.sssup.it/">Scuola Superiore S.Anna di Pisa</a> sta cercando di appurare se e quanto influiscano positivamente o negativamente sull&#8217;economia le pubblicazioni dei dati in possesso delle pubbliche amministrazioni in formati aperti e con la volontà di renderli realmente disponibili agli operatori privati.</p>
<p>Come dice Marco Fioretti, curatore di questa parte della ricerca&#8230;</p>
<blockquote><p>Le moderne tecnologie e reti digitali facilitano moltissimo, con costi  relativamente contenuti, la pubblicazione online di bandi, normative,  documenti, procedure e dati grezzi di tutti i tipi, da mappe digitali a  misure di inquinamento, prodotti o usati dalle Pubbliche  Amministrazioni. Rendere tutte queste informazioni davvero accessibili  online, ovvero in formati aperti e con licenze che ne permettano il  riuso, può avere effetti benefici sia sulla trasparenza delle  amministrazioni, sia su servizi ed attività produttive e culturali delle  varie comunità locali.</p></blockquote>
<p>Per stabilire cosa si sia già fatto in termini di pubblicità reale dei dati ottenuti con i soldi di tutti i cittadini occorre trovare dei casi concreti di operatori economici che</p>
<ul>
<li>sono nati e sono economicamente sostenibili  proprio perchè i dati pubblici di cui hanno bisogno per la loro attività  sono effettivamente pubblicati con licenze e formati aperti dalle  Pubbliche Amministrazioni coinvolte. Oppure:</li>
<li>(soprattutto, ma non solo, nell&#8217;Unione Europea) non possono nemmeno  iniziare, o quantomeno hanno spese più alte del dovuto, <em>proprio</em> perchè hanno bisogno di dati che dovrebbero essere pubblici ma <em>non</em> sono accessibili gratuitamente a tutti</li>
</ul>
<p>Un esempio chiarificatore è quanto avviene in Australia in relazione ai costi di un servizio fondamentale come quello dell&#8217;erogazione dell&#8217;acqua.</p>
<blockquote><p>Mentre in Italia fervono discussioni sulla necessità di avere gestori pubblici o privati, in Australia è successa una  cosa interessante <a href="http://creativecommons.org.au/node/269">proprio  riguardo all&#8217;acqua</a>. Laggiù, almeno adesso, non si stanno affatto  chiedendo se è meglio il pubblico o il privato. Però hanno deciso che  molti dati relativi alla gestione dell&#8217;acqua devono essere  automaticamente  accessibili a tutti via Internet, con <a href="http://creativecommons.it/About">licenze</a> che permettono a  tutti di riusarli gratis in qualsiasi modo. Anche, se necessario, per  scrivere e vendere un libro in cui provare e denunciare eventuali  sprechi o abusi dei gestori.</p></blockquote>
<p>Chiunque sia in grado di fornire informazioni a riguardo può leggere questo articolo</p>
<p><a href="http://stop.zona-m.net/it/node/177">Dati aperti, società aperta: una ricerca sulla disponibilità e l&#8217;accessibilità dei dati pubblici nelle PA locali europee | Stop!</a>.</p>
<p>e contattare direttamente Marco Fioretti</p>
<p>Buona informatica etica a tutti.</p>
<p>Marco Costanzo</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/06/06/esistono-dati-pubblici-che-non-vengono-resi-di-tutti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Europa 2.0: un libro sulle prospettive e possibili evoluzioni dell&#039;Europa</title>
		<link>http://informaticaetica.com/2010/05/08/europa-2-0-prospettive-ed-evoluzioni-del-sogno-europeo/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/2010/05/08/europa-2-0-prospettive-ed-evoluzioni-del-sogno-europeo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 May 2010 07:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=129</guid>
		<description><![CDATA[Così come blog, web partecipato e social networks stanno rivoluzionando la realtà e la stessa struttura di Internet, allo stesso modo una rinnovata partecipazione dei cittadini e dei movimenti alla costruzione europea può rilanciare su nuove basi quel progetto di pace che è stato l’integrazione economica e politica del Vecchio continente. Questo libro (disponibile con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così come blog, web partecipato e social networks stanno rivoluzionando la realtà e la stessa struttura di Internet, allo stesso modo una rinnovata partecipazione dei cittadini e dei movimenti alla costruzione europea può rilanciare su nuove basi quel progetto di pace che è stato l’integrazione economica e politica del Vecchio continente. Questo libro (disponibile con licenza aperta Creative Commons) cerca di offrire un panorama più ampio possibile delle diverse riflessioni, dei sogni, delle aspettative e delle visioni anche eterogenee che sono maturate, grazie anche (o proprio) alle nuove tecnologie, all’interno dei movimenti della società civile rispetto alla costruzione europea.</p>
<p>Il sito Web del libro: <a href="http://europaduepuntozero.blogspot.com">Europa 2.0</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://informaticaetica.com/2010/05/08/europa-2-0-prospettive-ed-evoluzioni-del-sogno-europeo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

