I libri in formato elettronico sono una delle grandi promesse del nostro tempo: poter leggere molti più libri di prima senza spendere un capitale o avere una casa enorme dove metttere i libri stessi, non dove più spendere centinaia di Euro per mandare i bambini a scuola con zaini che gli spezzano la schiena (1) e, per chi vuole scrivere, avere almeno in teoria la stessa visibilità di chi è riuscito a farsi vedere da una grande casa editrice.
Per questo cerco di seguire il più possibile questo settore e per questo, di solito, quando vedo qualcuno che attacca gli e-book la reazione istintiva è “ecco un altro che è legato al passato solo per il suo esclusivo tornaconto”.
Però, se le cose stanno come denuncia Roberto Santachiara in un’intervista a Repubblica, cioè se un ebook dovesse costare soltanto la metà (anzichè il 20/10 per cento, almeno per titoli non più nuovi) della versione cartacea, in condizioni che farebbbero guadagnare l’autore meno di intermediari di cui non si capisce bene la necessità e il significato… forse il momento di liberare la cultura tramite il passaggio ai libri elettronici non è ancora arrivato. In ogni caso, l’intervista è da leggere. Voi cosa ne pensate?
(1) per fortuna c’è anche qualche scuola italiana che sta cercando di risolvere da sola il problema, almeno per i propri studenti.
