Come risparmiare sui testi scolastici

Come si fa a spendere il meno possibile per i libri di testo dei nostri figli, dalle elementari all’Università? Ecco qualche consiglio e link a diverse interessanti iniziative sull’argomento. Ovviamente la lista che segue non è completa, ma siete tutti invitati ad aggiungere altre risorse nei commenti.

Il modo più semplice per risparmiare è comprare libri usati. Internet facilita il compito con vari portali e servizi dedicati proprio a questo tipo di compravendita e scambi, da questo elenco di mercatini di libri scolastici usati a varie bacheche per annunci come Libriidea, Testi Usati.com o Compro/Vendo libri. Degna di nota anche l’iniziativa per i testi scolastici gratis del Codacons.

Altri trucchi per risparmiare sui libri di testo includono : denunciare le scuole che sforano il tetto massimo di spesa per i testi scolastici al Ministero stesso, al Provveditorato agli studi o direttamente al Codacons, pretendere che le scuole facilitino il più possibile scambio e compravendita dei libri fra tutti i loro studenti e, almeno in alcune città, rivolgersi ai supermercati che offrono sconti sugli acquisti in blocco ma solo dopo aver provato l’usato! Altri dettagli e consigli utili sono disponibili in un articolo di Repubblica.

Chiudiamo segnalando il modo più interessante di risparmiare sui libri, consigliando tutti i genitori di parlarne con i propri insegnanti e presidi per valutarne la fattibilità nel proprio istituto a partire dall’anno prossimo: viva gli insegnanti che si mettono insieme per scrivere e distribuire libri di testo al minor costo possibile, cioè con licenze aperte! In Italia c’è già chi ci sta provando (vedi anche questo testo di matematica), ma esistono anche portali internazionali con migliaia di dispense di qualità che aspettano solo di essere tradotte.

I testi scolastici costano troppo? A Mantova una scuola prova a produrli in proprio

Ogni anno le famiglie italiane devono spendere centinaia di Euro (per figlio…) in testi scolastici che appesantiscono gli zaini con chili di carta anche quando dei libri stessi servono solo pochi capitoli. I libri elettronici di cui si parla a livello ufficiale rischiano di far risparmiare molto meno di quanto sarebbe possibile. Fortunatamente c’è un’alternativa ai testi cartacei troppo costosi e ai tentativi delle grandi case editrici di mantenere i prezzi alti anche con i libri elettronici: lavorare insieme per produrre insieme libri di testo più economici e “verdi”. Una scuola di Mantova ha iniziato a provarci.

Che succede a un account Facebook o Twitter quando il proprietario muore?

Qualche mese fa chiedevo ai lettori “che succederà ai vostri file quando non ci sarete più”. Oggi un nuovo articolo discute a fondo un altro problema dello stesso tipo, potenzialmente molto più spinoso (che io comunque avevo già trattato): quando qualcuno che ha un account Facebook o Twitter muore, che succede a quegli account, e a tutte le persone che lo seguivano? Il periodico inglese Pc Pro ha un articolo interessantissimo su questo tema. Eccone i punti più importanti:

  • Non è affatto una questione teorica, visto che oggi muoiono un milione e mezzo di utenti Facebook all’anno, su Twitter la situazione è simile. E nè Twitter nè Facebook sono ancora ben preparati su questo tema
  • I problemi sono anche per chi resta, per esempio quando gli arrivano notifiche automatiche di riprendere i contatti con qualcuno che purtroppo non c’è più
  • provare che si è parenti dell’utente deceduto, per chiedere la rimozione o la conservazione del suo account non è (giustamente!) facile.
  • pare che ancora non lo sia nemmeno prepararsi in anticipo, cioè dare a Twitter o Facebook istruzioni da seguire in caso di dipartita.
  • anche decidere quali istruzioni dare è un bel problema: distruggere l’account prima che lo leggano i parenti, lasciarglielo in eredità, congelarlo in una modalità “deceduto” ancora inesistente?

Aggiungo all’articolo inglese una mia riflessione personale: una conseguenza importante di riflessioni serie su questo tema potrebbe (dovrebbe???) essere l’inversione della tendenza, tanto di moda oggi, a non far più distinzione fra pubblico e privato. Potete immaginate quanto sarà ancora più complicato il problema per tutti coloro che oggi usano allegramente lo stesso account Twitter o Facebook per gestire relazioni professionali e private, mischiando continuamente nella stessa pagina auguri ai parenti, foto delle vacanze e nuove offerte della propria ditta? Lasceranno i colleghi che vogliono mantenere materiale in linea a discutere con i parenti che vorrebbero toglierlo, o viceversa?

Voi che ne pensate? Cosa vorreste che accadesse? Siete pronti?

Ecco l’articolo originale in inglese e altri consigli in italiano su come preparare il computer per quando non ci sarete più.

Quello che a Umberto Eco sfugge sui libri elettronici

L’ultimo numero della Bustina di Umberto Eco sull’Espresso è dedicato ai libri elettronici: faranno sparire o no quelli di carta?

Per Eco non ci sono dubbi: “L’iPad, il Kindle e le altre tavolette sono strumenti eccellenti, ma non sperate di liberarvi dei volumi di carta. Anzi, ne vedremo sempre di più, in tutto il mondo”.

In generale, penso (e spero…) che Eco abbia ragione. Inoltre gli e-book presentano ancora problemi ambientali ed economici da non sottovalutare. Però c’è un punto della tesi di Umberto Eco che non sta proprio in piedi, almeno nella forma espressa in quell’articolo: “la vera ragione per cui i libri avranno lunga vita è che abbiamo la prova che sopravvivono in ottima salute libri stampati più di cinquecento anni fa, e pergamene di duemila anni, mentre non abbiamo alcuna prova della durata di un supporto elettronico”.

Oggi, in effetti, non solo non abbiamo alcuna garanzia che testi e altri contenuti digitali possano durare più di pochi anni, ma abbiamo parecchie prove del contrario. Solo che il motivo non è affatto quello che dice Umberto Eco: “Nel giro di trent’anni il disco floppy è stato sostituito dal dischetto rigido, questo dal dvd, il dvd dalla chiavetta, nessun computer è più in grado di leggere un floppy degli anni Ottanta e quindi non sappiamo se quanto c’era sopra sarebbe durato non dico mille anni ma almeno dieci”.

Infatti preservare per millenni dei file, cioè sequenze di bit, copiandoli ogni pochi anni “ dal dischetto rigido al dvd, dal dvd dalla chiavetta” costa, ma può costare molto meno che mantenere copie cartacee delle stesse informazioni (quando è possibile, cioè mai per musica dal vivo, film e simili).

Il vero motivo per cui i contenuti digitali possono effettivamente durare migliaia di volte meno della carta non c’entra nulla con le cose di cui parla Eco, cioè il supporto fisico su cui conserviamo le sequenze di bit costituenti i documenti digitali che chiamiamo file; è il fatto che ancora oggi siamo talmente immaturi e ignoranti (come società) da tollerare formati di file, cioè le regole su cosa significano le varie sequenze di bit al loro interno, che sono segreti e cambiati continuamente da questa o quella società privata per ragioni puramente commerciali, non tecniche.

Al mondo esistono milioni di floppy disk dei primi anni ’90 che sono ancora perfettamente leggibili, quindi copiabili senza nessun problema su chiavette o qualsiasi altra cosa… ma è inutile farlo perchè non esiste più alcun programma capace di leggere i file che contengono. I libri elettronici in formati davvero aperti, invece, rimarranno leggibili finchè ci saranno dispositivi elettronici capaci di leggerli, anche millenni quindi.

Per saperne di più e capire il vero rischio di affidarsi alla cieca ai libri elettronici, potete leggere questo mio articolo sui formati aperti, quest’altro su come i formati aperti sono stati sottovalutati in una recente proposta di legge, oppure questo seminario sui formati dei file (in inglese).

Incontro nazionale per il software libero a Grosseto

L’11 e 12 settembre 2010 avrà luogo un incontro in riva al mare a Scarlino (GR), aperto a tutti i gruppi formali e informali che promuovono il software libero. Obiettivo dell’incontro, organizzato dalla Italian Linux Society, è riflettere insieme su quali iniziative realizzare nel 2011 per promuovere GNU/linux e il software libero in Italia. Per saperne di più, consultare l’apposita pagina del Linux User Group di Grosseto.

Azuni, un codice per navigare su Internet da costruire insieme

“Per costruire una governance di Internet credibile e partecipata è fondamentale seguire un approccio dal basso, lo stesso con il quale la Rete ha funzionato fino ad oggi… Il primo passo da compiere [verso questo obiettivo] è dare voce agli utenti della Rete per condividere come “orientarsi” sulla Rete”.

Firmato? Renato Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

Sotto dunque. La proposta è troppo ghiotta per lasciarsela scappare. Forse non ne verrà fuori nulla di concreto, è presto per dirlo. E certo lanciare ad agosto una discussione non è il modo migliore per avere la massima partecipazione. Ma se il maggior numero non parteciperà alla discussione, poi avrà un po’ meno diritto di lamentarsi su quello che succederà o non succederà. Sotto dunque: se ne avete l’opportunità, partecipate anche voi alla discussione sul Codice Azuni.

PS: complimenti per l’iniziativa, ma perchè nella firma su CodiceAzuni.it, ricopiata qui sopra, e nel logo in alto a destra dello stesso sito, Ministro è in maiuscolo e Pubblica Amministrazione e Innovazione no? Quali di quei termini sono più importanti?


Anche l’Indonesia vuole OpenDocument

I formati dei file, soprattutto quelli cosidetti “da ufficio”, sono come alfabeti: tollerare l’uso di formati più o meno segreti o utilizzabili con tutti i programmi software solo con il permesso di chi li ha creati (che è esattamente quello che avviene con tutti i formati di Microsoft Office) è, soprattutto nelle Pubbliche Amministrazioni, fonte di grandi sprechi e inefficienze. Anche se spesso viene ignorato o attaccato in diverse maniere, esiste un formato alternativo veramente aperto per i documenti da ufficio che può evitare quei problemi ed è già utilizzabile, chiamato OpenDocument. Complimenti quindi all’Indonesia che, a quanto pare, avrebbe appena deciso di convertire molti documenti pubblici importanti in formato OpenDocument nei prossimi anni, affiancandosi ai numerosi paesi che, a diversi livelli, già riconoscono l’importanza strategica di OpenDocument. A quando lo stesso passo avanti anche in Italia?

La guerra degli e-book, ecco un aspetto da non trascurare

I libri in formato elettronico sono una delle grandi promesse del nostro tempo: poter leggere molti più libri di prima senza spendere un capitale o avere una casa enorme dove metttere i libri stessi, non dove più spendere centinaia di Euro per mandare i bambini a scuola con zaini che gli spezzano la schiena (1) e, per chi vuole scrivere, avere almeno in teoria la stessa visibilità di chi è riuscito a farsi vedere da una grande casa editrice.

Per questo cerco di seguire il più possibile  questo settore e per questo, di solito, quando vedo qualcuno che attacca gli e-book la reazione istintiva è “ecco un altro che è legato al passato solo per il suo esclusivo tornaconto”.

Però, se le cose stanno come denuncia Roberto Santachiara in un’intervista a Repubblica, cioè se un ebook dovesse costare soltanto la metà (anzichè il 20/10 per cento, almeno per titoli non più nuovi) della versione cartacea, in condizioni che farebbbero guadagnare l’autore meno di intermediari di cui non si capisce bene la necessità e il significato… forse il momento di liberare la cultura tramite il passaggio ai libri elettronici non è ancora arrivato. In ogni caso, l’intervista è da leggere. Voi cosa ne pensate?

(1) per fortuna c’è anche qualche scuola italiana che sta cercando di risolvere da sola il problema, almeno per i propri studenti.

CMS opensource: TYPO3 4.4 è il cms semplice da usare

E’ stato rilasciato TYPO3 4.4: focus sulla semplicità di utilizzo

E’ stata rilasciata oggi la nuova versione di TYPO3, giunta ora alla versione 4.4. La nuova release rende TYPO3 ancora più semplice, specialmente per i nuovi utenti. Il tuo nuovo sito TYPO3 può essere messo in funzione in soli 5 minuti dal download, grazie al nuovo pacchetto di startup e al template di base. Di seguito potete trovare le migliorie più importanti.

leggi il resto qui E’ stato rilasciato TYPO3 4.4: focus sulla semplicità di utilizzo.

Terzo JoomlaDay Italia – Verona – Ottobre 2010

La community italiana di Joomla in collaborazione con Joomla.org e l’Associazione JoomlaVeneto organizza il terzo JoomlaDay italiano.

L’evento, che dal 2009 ha ricevuto il patrocinio dal Ministro della Gioventù On.le Giorgia Meloni, sarà ospitato sabato 9 Ottobre 2010 dalle 9:00 alle 18:30 presso il Centro Congressi VeronaFiere V.le del Lavoro 8, 37135 – Verona.

visita Joomladay.it – Terzo JoomlaDay Italia – Verona 2010.

Joomla! è un sistema di gestione dei siti internet veramente fantastico.

La versatilità di questa applicazione web permette di fare tutto ciò che su Internet fanno le aziende più importanti.

Quanto costa Jommla! ? Zero. Quanto costa lo sviluppo di un sito con Joomla! ? Dipende dalle ore di lavoro dei programmatori che vi si applicano.

Per avere maggiori informazioni non perdetevi questo evento che è fondamentale per tutta la comunità degli sviluppatori di software libero italiani.

Marco Costanzo