Due giorni fa abbiamo segnalato il pericolo rappresentato dal DDL che estenderebbe ai blog l’obbligo di rettifica. Oggi torniamo a farlo, perchè è una giornata importante per questo decreto, con una spiegazione della sua vera portata fornita da Arturo Di Corinto, giornalista, saggista e ricercatore:
La dimensione più importante della legge è di carattere simbolico: in definitiva si sta dicendo di voler equiparare un blogger a un giornalista professionista, un sito a una testata registrata, senza però dargli le garanzie di legge e i finanziamenti pubblici che giornalisti e testate hanno. Domani (cioè oggi, 12 maggio) la commissione si riunisce, vediamo che succede. Se la legge passa così com’è è un guaio per tutti, anche perché i blogger o i gestori di siti a pubblicazione aperta non vanno solo incontro al dovere di rettifica, ma vengono impossibilitati a fare informazione, perché non potrebbero neppure citare i risultati di un’indagine che abbia usato le intercettazioni passata in giudicato.
(per la cronaca, questa volontà di tenere sotto controllo chi vuole fare informazione o semplicemente esprimere le sue opinioni online imponendogli obblighi sostenibili solo da grandi aziende non è affatto una novità in Italia: solo due mesi fa ricordavo che i primi tentativi in questo senso risalgono al 2001!)
Passiamo quindi ben volentieri a tutti i lettori l’appello di Arturo: firmare l’appello al DDL (come hanno già fatto diversi costituzionalisti italiani) sul sito www.nobavaglio.it e/o aderire alla pagina Facebook http://bit.ly/cVcr10
Inoltre, per saperne di più, siete caldamente invitati a leggere queste pagine:
Appello contro il DDL Alfano sulle intercettazioni
Appendice: un emendamento (n. 1.290) proposto dai senatori Vita, Vimercati e Casson potrebbe risolvere il problema, se approvato, imponendo la rettifica entro 48 ore solo alle testate giornalistiche vere e proprie, che hanno l’obbligo di registrazione. Almeno fino a quando qualcun altro non dirà che chiunque abbia un sito individuale di qualsiasi tipo, a scopo di lucro o no, è obbligato a registrarsi come i giornali tradizionali…

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Per chi vuole capire meglio dove si può arrivare con il controllo di Stato sull’informazione segnalo questo interessante articolo
http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/11/news/censura_cina-3973777/
Marco
Un altro articolo di Arturo Di Corinto che approfondisce la sintesi presentata qui:
http://www.repubblica.it/rubriche/la-legge-bavaglio/2010/05/12/news/censura_internet-4024364/